Archivio Mensile: febbraio 2012

From the homeless

Pubblichiamo la lettera che Cochise ha inviato alle testate giornalistiche locali, riguardante l’utilizzo dell’Albergo Italia a Calolziocorte, come ricovero per senza tetto e il suo successivo “sgombero”.
Dalla parte degli Ultimi!
NuvolaRossa
Solitamente non scrivo ai giornali, cerco di fare qualcosa,a volte scrivo le mie impressioni e le tengo per me, ciò che uno scrive spesso è limitativo per chi legge,non è comprensibile ai più e non vi è un dialogo, ma in questa occasione proprio non posso star zitto. Spero solo di far pensare qualche persona.
Tutti nella nostra vita viviamo momenti difficili, ma com’è possibile non comprendere le difficoltà altrui, le debolezze di chi incontriamo per strada tutti i giorni?! Come è possibile, in un mondo che quotidianamente vede la morte e la sofferenza umana criminalizzare chi cerca di sopravvivere?! Sto parlando delle vicende apparse sui giornali, che riguardano la frequentazione da parte di ragazzi senza tetto del vecchio albergo Italia vicino alla stazione di Calolziocorte.
Lessi un articolo qualche settimana fa, che non diceva niente, parlava di questo fatto… I cittadini hanno notato la cosa e poi?! E poi?! E Poi?! Poi niente, la sola notizia deve mettere insicurezza ai “cittadini” (cittadini di che?). Qualcuno entra nell’albergo abbandonato da 20 anni, questa è la notizia!
Ci sono 500 appartamenti sfitti a Calolziocorte, menomale che qualcuno abita dei posti che tra l’altro stanno cadendo a pezzi. Qual’è la paura che si scatena nelle coscienze? Forse che queste persone degradino il nostro bel quartierino fatto di cemento e pezzi di metallo parcheggiati?! Il vecchio albergo Italia era davvero degradato prima del loro arrivo, loro l’hanno sistemato e reso abitabile, ed hanno sofferto meno il freddo di questo inverno che ha fatto registrare morti in tutte le strade d’Italia.
Il sistema che tanto ci piace è basato sul denaro, sulla mercificazione di qualsiasi cosa, sulla distruzione sistematica dell’ambiente che ci circonda,  sulla continua meccanizzazione, sulla disgregazione dei rapporti sociali, sull’imposizione di una lotta tra poveri, sulla criminalizzazione del diverso, sul prevaricare chi è più sfigato e sulla perdita di ogni valore di solidarietà e cooperazione.  In questa logica è chiaro che diventi “normale” prendercela con persone che non si possono permettere di avere un lavoro salariato, un mutuo per comprarsi una casa, dei famigliari che gli possano coprire le spalle e tutto appare normale, anzi ci da proprio fastidio che persone che vengono considerate diverse ed inferiori, probabilmente, abbiano i nostri stessi bisogni, una casa e del cibo almeno.
I garanti di questo sistema, ovvero ogni genere di istituzione, si divertono a fare un po’ di carità, tirano i pezzi di pane come agli uccellini mentre distruggono ogni secondo che passa, sempre più, la vita delle persone. Risolvere la situazione con qualche parola non è possibile, voglio un mondo completamente diverso. Per me ogni forma autoritaria, non dovrebbe esistere e credo che un cambiamento ci sarà, volente o nolente. Credo fortemente nella cooperazione tra gli uomini, nel suo senso di simpatia naturale, e solidarietà con i suoi simili. Non pretendo che domani, nell’immediato, non si verifichino situazioni come queste, il cambiamento sarà lento, ma dobbiamo assolutamente recuperare quella dimensione di mutuo appoggio che in certi momenti della storia, come in questo, magari risulta offuscato.
Chiedo alle istituzioni, loro si, povere, di idee e di umanità, almeno di non accanirsi con chi non può o non vuole consumare, produrre ai ritmi ed alle condizioni imposte od adeguarsi a leggi oppressive che limitano libertà e pensiero per renderci automi da un combattimento fratricida.
Mica i diritti delle carte universali sanciscono che tutti hanno diritto ad una casa e a del cibo?! O forse le leggi sono state affermate perché siamo coscienti del fatto che questo sistema, non può garantire una vita dignitosa a tutti e quindi ci sentiamo in dovere di affermare ciò che sarebbe naturale in un mondo giusto?! 
Buona giornata
Cochise

El regreso de la NubeRoja

Ripensare in maniera coerente con quello che siamo, con quello che proviamo, con le nostre aspirazioni, i nostri desideri, i nostri sogni; un intervento sul territorio è tutt’altro che semplice.

Ci siamo lasciati circa sette mesi fa… Qualcuno di noi paventava l’idea di partire, lasciare momentaneamente questo luogo, per osservare l’umanità di chi non ha niente fuorché la propria terra su cui costruisce, ovviamente non con il cemento, un modello alternativo di resistenza (e quindi esistenza), al nostro modello capitalistico industriale. Altri semplicemente volevano prendersi del tempo per concludere ciò che avevano lasciato a metà. Altri ancora non trovavano più un minuto all’interno del via vai quotidiano, per continuare ciò che identificavamo come una lotta.

Anche se lontani dall’ambito internauta, la militanza lontana dal blog ha affinato ulteriormente la nostra idea di maturazione. Siamo sempre più convinti, che di tutto quello che ci contorniamo, è la nostra terra, il nostro territorio, il posto in cui viviamo ,a poterci garantire un reddito morale per una sopravvivenza ai margini del sistema. Rimaniamo consapevoli che l’aggregazione dal basso è il più alto meccanismo decisionale, meglio ancora se sospinta da un’auto-organizzazione spontanea.

Fermamente decisi a fare di questo gruppo, non un brand, ma un umile mezzo di resistenza, volgiamo a partire da oggi rilanciare “NuvolaRossa”.

Per fare ciò abbiamo occupato simbolicamente il terreno su cui sorgerà il centro commerciale (come testimonia la foto in testa a questo post) tanto voluto dalla nostra amministrazione. Un cancro per il recupero del rapporto con la terra e la territorialità di cui i cittadini hanno estremamente bisogno. Un’enorme metastasi per la trattazione del lavoro che si svilupperà all’interno di tal mostro.

Riconosciamo la “Sindrome del faraone” in quest’amministrazione calolziese, che ha accettato la svendita del territorio a discapito dei cittadini, per riuscire ad defluire l’impasse del patto di stabilità ed avere la liquidità necessaria per costruire una grande opera che rivoluzionerà, a detta loro, la mobilità del capoluogo della Valle San Martino (gli oneri di urbanizzazione del centro di media distribuzione in zona Bricolla_ Sala di Calolziocorte_ pagheranno sia gli espropri che il costo di quest’opera).

Chiameranno questo nuovo scempio “Tangenzialina”, che insieme alla Piazza Vittorio Veneto, da poco inaugurata, costituirà la pesantissima eredità dell’ultima giunta Arrigoni.

Avendo già speso troppe parole in questi anni, sul PGT, sulla gestione del territorio e sulla distribuzione commerciale da supermarket, ci interessava oggi inquadrare queste logiche istituzionali in un più largo contesto territoriale.

Contando che tra poco tempo dovremmo combattere con un buco nero che chiameranno “Lecco- Bergamo” e con un piano cave provinciale abominevole; ci chiediamo se non sia giunta l’ora di riflettere definitivamente su quella che è l’aspettativa della nostra generazione.

Le serrande abbassate degli spazi aggregativi di Rossino (Arci La fucina) e Maggianico (CAG Parketto), in maniera diversa, attaccati dai vari comuni di appartenenza, hanno fatto storia in questi ultimi mesi. A fronte della chiusura di ciò che ipotizzava un minimo disegno di politiche giovanili, rimaniamo allibiti dalla completa apertura al depauperamento delle risorse del nostro territorio.

Se l’alternativa alla trasgressione artistica è quella delle strade, delle gallerie, delle cave, dei centri commerciali… Non non ci stiamo!

Rilanciamo quindi una lotta radicale (nel senso di arrivare alle radici dei problemi), di base in tutti i quartieri, con chiunque sia disponibile a parlare con noi ad incontrarci a partecipare alle nostre iniziative.
Per una nuova pedagogia di strada e per capire che l’alternativa è reale e possibile.

Nuvola Rossa


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