Appello per Lofficina (non abbreviatelo in ApL)

Riceviamo e pubblichiamo una mail pervenutaci dal gruppo provinciale lecchese dei Giovani Comunisti. NuvolaRossa sostiene da sempre spazi di attuazione del pensiero (in ambito giovanile, cultura e musicale), come l’Officina della Musica (Lecco, Via Plava). Perciò invitiamo i lettori del blog a partecipare all’incontro di giovedìì 16 giugno, che troverete esplicitato nel testo che incolliamo sotto.

NuvolaRossa

Amici e compagni,

occorre riflettere insieme su una questione alquanto importante per la nostra città; proseguono, infatti, in una Lecco con sempre meno luoghi aggregativi, culturali e musicali, gli attacchi, diretti o indiretti, all’Officina della Musica.

Dalla petizione che il vicinato sta raccogliendo per la sua chiusura (con il raggiungimento di 100 adesioni e più), alla presenza frequente e minacciosa delle forze dell’ordine, alle difficoltà oggettive che Caccialanza sta registrando per portare avanti l’attività.

E’ da registrare l’utilità di quello che l’Officina offre: unico spazio rimasto aperto, dopo la chiusura

temporanea (si spera!) del CAG Parchetto, che garantisce un luogo accessibile a tutti per fare

cultura, musica, per condividere progetti ed esperienze, per aggregare diverse generazioni con una proposta differente da quella stanca ed apatica della Lecco bene.

Non è scontato che la sua attività continui anche l’anno seguente, per questo riteniamo fondamentale non stare a guardare , rischiando di subire scenari negativi, che chiunque di noi vuole evitare.

E’da registrare positivamente il flash mob organizzato dallo stesso gestore del locale qualche giorno fa,  la nostra proposta è quella di continuare la mobilitazione per la questione spazi sociali a Lecco, partendo, appunto, da una chiara e compatta presa di posizione a sostegno dell’Officina della Musica; crediamo che le parole di circostanza del Comune servano a poco, nessuna presa di posizione politica, concreta od ufficiale è stata presa a suo sostegno, pare vi sia un’indeffernza atta a far si che le cose seguano nel verso che qualcuno desidera…

Proponiamo per questo, a tutti gli individui, alle forze sociali e politiche che vivono l’Officina, a tutte quelle associazioni che, come noi, usufruiscono dei suoi locali, dei suoi spazi, della disponibilità reale di chi la gestisce, di ritrovarsi GIOVEDÌ 16 ALLE ORE 21, presso la nostra sede, in via C.cantu 18 o entrata opposta via L. da Vinci 32, per discutere insieme quale percorso o  iniziativa intraprendere a sostegno dell’Officina;  la nostra proposta, condivisa da altri soggetti ed individui, sarebbe quella di un presidio all’esterno del Consiglio Comunale, che si tiene ogni Lunedi dalle 18: pensare per il 20 o 27 giugno di uscire pubblicamente per chiedere un intervento diretto di chi dovrebbe garantire quei servizi offerti per ora da un privato, perché dia risposte celeri e nella direzione corretta.

Si potrebbe pensare anche di stendere un documento, firmabile da tutte le realtà e le associazioni che utilizzano l’Officina, dai Giovani Comunisti, a Les Cultures, a Risuono, a Qui Lecco Libera, compresa la Cgil ed il Collettivo Studentesco: inoltriamo una bozza, che possa servire come stimolo per la discussione per martedì sera.

QUESTE SONO PROPOSTE! DA DEFINIRE, ARRICHIRE, MODIFICARE POI  INSIEME MARTEDI’.

L’idea di trovarsi per la riunione in un luogo esterno all’officina, nasce dal fatto che qualsiasi iniziativa si decida di intraprenda sia a sostegno dell’Officina, nasca cioè da soggetti esterni al locale (ma che desiderano allo stesso modo del suo gestore che questa realtà resti viva!) in modo di evitare strumentalizzazioni di Caccialanza e della sua attività.

Sperando di ricevere risposte concrete da parte di chi ha a cuore il futuro dell’officina e di questa città, perché non esistano frammentazioni e divisioni controproducenti su un tema così importante,

porgiamo cordiali saluti

Giovani Comunisti Lecco


Addavenì Paolone?!

Questa sera (6 giugno, ore 20.30), si svolgerà la Commissione territorio aperta al pubblico sulla questione Adda.

Dopo le difficoltà primaverili affrontate dal nostro lago, i responsabili del dramma che sta vivendo l’intero ecosistema non sono ancora stati chiariti.

Quando finalmente il nostro sindaco si adopererà per risolvere la questione, con un grande colpo di scena, elevandosi a più alta carica morale del territorio e maggiore difensore di quest’ultimo?!

Escavazioni, moli, materiale litoide progettato ed effettivamente scavato, riparazione del danno, responsabilità ambientale sono le questioni ancora aperte.

E per quanto riguarda i quesiti referendari la Lega Nord Calolziese farà quella di Piazza o quella di Palazzo?

A stasera.

NuvolaRossa


Cinque domande per un unico esposto

1) Perché si è autorizzata una sala giochi nel sottopiazza V. Veneto quando nemmeno un anno prima ne è stata negata, per motivi di viabilità, un’altra nel grattacielo a nemmeno 10 mt di distanza?

2) Perché è stato, nel dicembre 2010, modificato il regolamento per ammettere un bar nella sala giochi al posto dei distributori automatici di bevande, dicendo che era un adeguamento normativo e nel settembre 2010 (quattro mesi prima) un privato aveva chiesto di aprire una sala giochi, paventando nella richiesta la volontà di istallarci un servizio bar all’interno dell’esercizio commerciale in questione?

3) Perché modificando il regolamento la delibera cita una norma di legge che, a differenza di quanto dichiarato da Sindaco e Assessore al commercio, non prevede nessun obbligo di mettere bar nelle sale gioco?

4) Perché è stato dato parere preventivo alla sala giochi di piazza V. Veneto quando al momento della domanda (e anche adesso) non ha fornito i parcheggi (1 mq per ogni metro quadro di sala giochi – circa 100 mq e comunque non meno di 60 mq di parcheggi) richiesti obbligatoriamente dal regolamento?

5) Perché è stata autorizzata una sala giochi a meno di 300 metri da luoghi sensibili come la biblioteca civica e gli uffici dei servizi sociali del Comune, in violazione del regolamento e per far questo la maggioranza consiliare ha deliberato che la biblioteca non è un luogo educativo a carattere continuativo?

NuvolaRossa – Casa delle Sinistre Valle San Martino


Caldono 21.05.2011

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del Sindaco di Caldono (Cauca, Colombia) che riassume i tristi avvenimenti di sabato scorso.

Ringraziamo Nicola per averci inviato lo scritto di seguito.

NuvolaRossa

P.S. Presto un report decente sulla serata del 20.05.2011 (resistenza indigena nel Cauca).

 

COMUNICATO ALL’ OPINIONE PUBBLICA NAZIONALE E INTERNAZIONALE

Caldono, 21 maggio 2011

L’Amministrazione Municipale di Caldono, in testa la sindachessa Enelia Salinas, e la comunità in generale, denunciano all’opinione pubblica nazionale e internazionale i fatti di violenza capitati nella Municipalità di Caldono nella giornata di ieri, che hanno causato ingenti danni alla popolazione civile e che sono gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale.

Attorno alle ore 7.30 del mattino si è udita una forte detonazione prodotta dell’esplosione di un’autobomba dietro la stazione di polizia del Municipio, fatto che ha causato danni materiali ad abitazioni vicine e ha generato panico tra gli abitanti.

A partire da questo momento, per tutta la mattina e tutto il pomeriggio, sono successi numerosi scontri, esplosioni, spari che oltre a danneggiare decine di abitazioni, hanno fatto sì che la popolazione civile abbia dovuto spostarsi verso altre “veredas” ( una sorta di villaggi) in cerca di protezione.

Ugualmente, quindici minorenni che si trovavano nell’Unità di Attenzione Integrale e Recupero Nutrizionale (UARNUPI) sono stati dovuti essere trasferiti in una casa vicina come conseguenza della citata autobomba che ha ferito una bambina di meno di due anni.

Ciò nonostante a trecento metri da lì, un altro ordigno è scoppiato, facendo sì che questi ragazzi siano dovuti nuovamente essere ricollocati nel ‘Corregimiento (altra divisione amministrativa inferiore al municipio) de Siberia’ dove hanno dovuto trascorrere la notte.

Come conseguenza di questi fatti violenti, si lamenta anche il decesso di una donna che a causa del suo stato di alterazione emotiva ha subito un infarto.

Decine di famiglie hanno passato la notte in alloggi improvvisati nelle veredas di Campoalegre, La Venta, Chindaco, La Llanada, Delicias, Gualó, dove più di 250 persone hanno dovuto trasferirsi, soprattutto in corregimientos, villaggi e municipalità vicine.

Con questo mezzo chiediamo il rispetto dei diritti umani e il diritto umanitario internazionale e facciamo un appello urgente per la ricerca di una soluzione pacifica a questa situazione di conflitto che tanti danni e vite ha causato nella municipalità di Caldono.

Destiniamo ovviamente l’appello a tutti gli enti di ordine dipartimentale e nazionale, e alla solidarietà della comunità internazionale, affinché diano il proprio appoggio alla situazione di emergenza che si vive nella municipalità di Caldono, come conseguenza dei vatti di violenza descritti.

Municipio di Caldono, Cauca, 21 maggio 2011

La Sindachessa, ENELIA SALINAS CHIVATA


Uruguay: la Ley de Caducidad resta in vigore

Prendiamo in prestito e pubblichiamo un articolo pubblicato su http://www.peacelink.it/latina/a/34069.html e scritto da David Lifodi:

Un esito inaspettato e, per certi aspetti, incredibile, ha segnato la giornata del 20 Maggio in Uruguay: la Ley de Caducidad, sulla via dell’abrogazione in seguito al voto favorevole arrivato anche dal Senato nell’aprile scorso, continuerà a rimanere in vigore.

L’epilogo è arrivato dopo oltre quattordici ore di dibattito al Congresso uruguayano in cui 49 congressistas si erano schierati a favore dell’annullamento della legge e 49 contro. Il tema, in Uruguay, è stato da sempre oggetto di grandi discussioni poiché la Ley de Caducidad, detta anche Ley de Impunidad, varata nel 1986, concede l’amnistia ai militari legati alla dittatura e colpevoli di omicidi politici tra il 1973 ed il 1985. L’esito del voto resta inspiegabile perché il Frente Amplio, la coalizione di centrosinistra al governo del paese capeggiata dal presidente Pepe Mujica, aveva la possibilità di far cancellare la legge se tutti i suoi cinquanta congessistas avessero votato per l’abrogazione. Invece, a sorpresa, è stato proprio Víctor Semproni, deputato frenteamplista e soprattutto ex-guerrigliero che sotto il regime militare era stato anche torturato, a scegliere di astenersi, consentendo così alla Ley de Caducidad di non essere cancellata. Semproni ha motivato la sua scelta spiegando che non si sentiva di esprimersi contro la volontà popolare, favorevole a maggioranza al mantenimento della legge nelle due consultazioni del 1989 e del 2009. Resta da capire, inoltre, l’atteggiamento di Mujica, anche lui ex-tupamaro per anni nelle mani degli aguzzini della dittatura. Secondo alcuni il presidente aveva chiesto a Semproni di votare per l’annullamento della legge, attenendosi quindi alle direttive del Frente Amplio, altri invece sostengono che lo stesso Mujica non intendesse invalidare la Ley de Caducidad per equilibrare così l’amnistia concessa agli ex-guerriglieri. Di certo c’è che Semproni è stato accusato di disobbedienza di fronte ad un ordine di partito, e, soprattutto, che i circa settemila prigionieri politici torturati durante gli anni del regime militare non hanno ottenuto giustizia. Solo nel 2015, con il cambio di legislatura, si potrà tornare a parlare di eventuale annullamento per la Ley de Caducidad. La reazione dei familiari dei desaparecidos è consistita nell’urlare “traditori” ai congressistas non appena conosciuto l’esito della votazione. Tra l’altro, l’esito del voto è doppiamente oltraggioso per i parenti degli scomparsi e per la società civile uruguayana poiché, proprio il 20 maggio di ogni anno, a Montevideo viene organizzata una marcia in memoria dei desaparecidos. La manifestazione, lanciata per la prima volta nel 1995, intende ricordare l’assassinio di Zelmar Michelini ed Héctor Gutierrez (personalità di primo piano del Frente Amplio e del Partido Nacional) ed i tupamaros Rosario Barredo e William Whitelaw, uccisi il 20 Maggio 1976 durante il loro esilio a Buenos Aires. L’esito del voto lascia perplessi anche per il parere espresso, in rapida successione, sia dalla Corte Suprema di Giustizia sia dalla Corte Interamericana per i Diritti Umani: entrambe avevano giudicato l’Uruguay responsabile per la sparizione di María Claudia García, nuora del poeta argentino Juan Gelman. Un elemento in più che sembrava spingere Congresso e, più in generale, l’opinione pubblica, verso l’annullamento della Ley de Caducidad.

Purtroppo il 2015 è ancora lontano e l’Uruguay ha perso un’occasione storica per fare i conti con il proprio passato.


La terra ancestrale

Ricordiamo che questa sera, a partire dalle ore 21.00, presso il circolo Arci di Foppenico (Calolziocorte, Piazza Verdi), avremo il piacere di incontrare e conoscere Nicola, un ragazzo in procinto di partire per la Colombia, che con l’aiuto di un video, ci parlerà della resistenza indigena nella regione del Cauca.

Tierra, libertad y amor

NuvolaRossa


Stiamo Boni

Un taglio da otto miliardi di Euro, ed una perdita, in numeri, di circa 24 “maestri” (docenti delle primarie), in tutta la provincia lecchese.

Questi sono i responsi delle tremende “accettate” nei confronti della scuola pubblica nostrana.

Eppure la primaria di Rossino, doveva essere tutelata, difesa, ampliata ed innalzata a modello affinché tutti gli altri plessi collinari della nostra zona potessero trarne esempio.

Climax elettorali e demagogici a parte (modello: “Credere obbedire e poltrone…”), l’amministrazione, che nei capitolati di spesa in bilancio continua ad inserire l’ampliamento della scuola sopraccitata (che oltre alle frazioni di Rossino e Lorentino serve anche Sopracornola), non avrà mai, almeno per i prossimi tre anni, la possibilità di iniziare un intervento tanto importante.

Invero, ad oggi, le priorità sono altre, e le rotonde di Via Padri Serviti e Via IV novembre, in concomitanza con Corso Europa e Corso Dante (un’opera pubblica da 1.500.000 Euro), rappresenteranno l’apice di questa giunta, che vorrà chiudere con “il botto” il proprio quinquennio di governo, come fece lo scorso 2005 con l’approvazione del restyling della Piazza Vittorio Veneto.

Un intervento inutile (quello delle rotatorie), in vista della futura realizzazione del lotto due della Lc-Bg (la galleria San Girolamo, che dal capolinea dell’“uno chiuso”, s’inabisserà, fino a rispuntare in Via dei Sassi, in zona ERC), ma di vitale importanza per assicurarsi un nuovo lustro in consiglio comunale alla guida del capoluogo della Valle San Martino.

Ampliamento a parte, la scuola elementare, messa in pericolo dalla mancata iscrizione di n. 15 alunni, essenziali per il mantenimento dell’attività formativa (stando alla nuova riforma), ha tuttavia trovato, proprio nel partito di governo, la Lega Nord, compatto e reverenziale nei confronti di Tremonti e Gelmini in questi anni di distruzione dell’istruzione pubblica, un “grande alleato”, pronto a raccogliere firme su firme ed a organizzare incontri con il presidente del consiglio regionale Boni, proprio presso il Pirellone.

Certamente, i nostri intendenti verdi, hanno svolto un ruolo fondamentale in materia di scuola pubblica, sonnecchiando tra le braccia di Orfeo, dal 2008 ad oggi.

In pillole, delle cinque classi attive oggi a Rossino (anno scolastico 2010-2011) gli orari sono così distribuiti.

1° – 2° – 3° elementare 40 ore (settimanali tempo pieno post-riforma), 4° – 5°, 30 ore più le 12 di tempo mensa.

La riforma odierna consente, un orario settimanale delle 28 alle 40 ore.

Se la classe prima (2011-2012) dovesse partire sottodimensionata, il prossimo anno scolastico, potremmo arrivare al minimo di 28 ore, solo se i docenti saranno coadiuvati dai genitori durante l’orario mensa e dalle associazioni territoriali, nella definizione a nell’azione dell’offerta formativa.

Siccome i terzi (sodalizi e quanti altri) che graviteranno sulla primaria dal prossimo anno, difficilmente saranno propensi al volontariato, starà al comune intervenire economicamente, in aiuto al plesso scolastico.

Interpellato a riguardo dai presenti, durante l’assemblea pubblica sulla scuola elementare, martedì sera proprio in terra collinare calolziese, il Sindaco Arrigoni, soppesando le proprie parole, ha dato la disponibilità (attuazioni speciali del bilancio permettendo) a portare in consiglio comunale (su richiesta del consigliere Conti) il tutto.

Va comunque ammesso, che andranno perse 12 ore a settimana, che nell’arco di un anno scolastico equivarrà a circa 200 ore, in meno rispetto alla “prima” pre-riforma (probabilmente è una questione di meritocrazia anche questa).

Tirando le somme, ricordiamoci che Boni non ha nessuna pertinenza, sul “casus belli” calolziese, ma figurerà molto probabilmente, come un alfiere (Arrigoni è la torre e Nogara il pedone) nello scacchiere dei nostri politicanti, che instancabilmente, continuano a fare campagna elettorale anche su loro grandi errori.

Intellettualmente onesto e giusto mi è parso, infine, il dirigente del circolo scolastico della Valle San Martino, De Battista, cui va riconosciuto un impegno serio e attinente, dapprima facendo le pulci alla malsana riforma Gelmini ed in secondo luogo, attivandosi con quel poco di risorse del Miur, per assicurare un altro anno di vita a Rossino.

Se da una parte abbiamo chi chiacchiera in Regione, dall’altra troviamo chi si “sbatte” per la comunità, ed i genitori chiamati in causa l’avranno di sicuro compreso.

Alce Nero


Scuola chiusa???

Lega di Piazza o Lega di Palazzo?

Ci siamo molto divertiti nel vedere il Sindaco accompagnare i genitori della primaria di Rossino (depositari di una petizione con allegate circa 700 firme, contro la decisione di chiusura del plesso scolastico in loco), presso il pirellone, in presenza del capogruppo del carroccio in Regione, Galli e del presidente del consiglio regionale Boni.

Due anni fa i capi del partito verde padano, votavano la Riforma Gelmini ed oggi incredibilmente, cercano di difendere le scuole in via di chiusura per colpa di suddetta legge, scaricando la colpa sui dirigenti dei circoli didattici (che rappresentano il Miur sul territorio).

NuvolaRossa, da sempre contro il DDL sopraccitato, invita la popolazione a partecipare, questa sera (ore 20.30) presso l’oratorio di Rossino, all’incontro pubblico sul tema, convocato dai genitori promotori dell’istanza depositata in Regione.

Diffidate di chi in Piazza dice una cosa ed in Parlamento fa altro.

NuvolaRossa (e i suoi cattivi maestri)


Tutta la verità, nient’altro che la verità

Le affissioni in zona stazione, avvenute nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 maggio, ci insegnano che possono esserci diversi modi di esprimere un dissenso reale.
Nella precarietà continua di questi anni, in Calolziocorte, lanciare uno stigma su chi governa questo disastro, non può che essere un atto dovuto e doveroso.

NuvolaRossa ed i ragazzi che ne fanno parte, non sono degli untori!

Non macchiamo gli usci degli “appestati” prima che arrivino le lettighe. Semplicemente, diciamo le cose come stanno; fatti inconfutabili, probabilmente esposti attraverso metodi non politically correct, ma lo stesso inerenti ad una militanza di base, che trova nei progetti sul territorio calolziese portati avanti in questo anno e mezzo di attività, tutto il valore e la freschezza di cui un movimento autonomo può avvalersi.

Per questo rivendichiamo la paternità dei volantini e delle affissioni precitate, e rilanciamo, perché il prossimo fine settimana saremo in Piazza a spiegare, a chiunque voglia passare a trovarci, tutte le nostre perplessità sulla futura apertura a Calolziocorte di un esercizio commerciale negativo per le fasce più deboli del nostro tessuto sociale; appunto una sala giochi che vanterà al suo interno una ventina di video lottery.

I manifesti che abbiamo deciso di appendere in stazione, a volto scoperto, ben consci del fatto che la videosorveglianza fosse attiva, recano un testo semplice e non intimidatorio, non mirano a nessuna offesa gratuita, parlano di una chiara responsabilità politica dei consiglieri (un dato reale) e contengono le immagini pubbliche (quelle della scorsa campagna elettorale) degli amministratori che, lo scorso mese, hanno votato contro l’odg per l’interpretazione autentica del regolamento comunale sulle sale da gioco.

Che voleva come luogo educativo, anche la biblioteca “Cittadini” del capoluogo della Valle San Martino e non avrebbe cambiato una virgola all’atto amministrativo in vigore, bensì avrebbe ribadito il fatto, che al momento della votazione nel novembre 2009, del regolamento comunale, ogni consigliere figurava nel proprio pensato, tra i luoghi educativi a carattere continuativo, non solo le istituzioni scolastiche, ma anche le biblioteche.

Ci sembrava dunque giusto spersonalizzare una battaglia, che ha visto impegnato non solo il nostro movimento, ma praticamente tutta la società civile calolziese e non.

Per cui decidemmo di non mettere in calce nessuna firma.

Viste le circostanze e vista soprattutto il tentativo di strumentalizzazione sui giornali locali del nostro sindaco, nonché di consiglieri ed assessori: “Cattivi maestri”, “Codardia” e via dicendo. NuvolaRossa dichiarandosi colpevole, continuerà ad esprimere il dissenso anche attraverso canali non consoni alla politica odierna (gli altri metodi anche se non apertamente negati, non dimostrano sufficiente sospensione del giudizio per accogliere le nostre parole), ma sempre con la propria faccia e la propria credibilità, come ha sempre fatto e come sta facendo ora.

Siamo consapevoli che l’affissione abusiva non rientra nei dettami democratici, ma allora ci chiediamo: “Come mai, in un loco come la stazione del nostro paese, dove tale pratica seppur vietata, è accettata socialmente, un volantino che reca danno all’immagine di un’amministrazione (che vuol farsi vedere, anche dopo anni di gestione a nostro avviso fallimentare, limpida), sia un affronto ingiurioso, mentre gli adesivi o le affissioni del partito di maggioranza calolziese, la Lega Nord, e i loro divulgatori non siano mai tacciati di oltraggio né perseguitati con aperture di quotidiani locali, anche quando minacciano le minoranze etniche od etiche che siano?

Se permettete, poco tempo fa, nel rigurgito delle campagne di pancia lanciate dal partito in questione, nei pressi della stazione, furono piazzati diversi adesivi (formato A6) che recavano la scritta: “Abbiamo fermato l’invasione” Con sfondo un barcone zeppo di persone.
Non fu offensivo allora quel gesto?

Potremmo citare diversi esempi per paventare lo scempio del: “Due pesi, due misure”, ma oggi più che mai è nel nostro interesse svelare solo la nostra verità, il resto sarà compito dei nostri padani se ne avranno la caratura morale necessaria per farlo.

NuvolaRossa

Nessuno vi può dare la libertà. Nessuno vi può dare l’uguaglianza o la giustizia. Se siete uomini, prendetevela.

Malcolm X


Dovute precisazioni

C’è una grossa falla nella dichiarazione del Sindaco Paolo Arrigoni, rilasciata al quotidiano “La Provincia di Lecco” mercoledì 10.05.2011.

Ritornando sul solito tema della Sala da gioco, in merito al ricorso al TAR presentato dal Vanoli, per posticipare l’orario di chiusura di tale esercizio commerciale alle ore 24.00 (come richiedeva allo sportello unico per l’attività produttive il 01.10.10); il nostro primo cittadino, continuando lo spiacevole giochino del “Noi cattivi, ma sicuramente migliori rispetto a loro” – spolverato durante la questione Centro commerciale (polifunzionale per la maggioranza) “In altri paesi hanno fatto peggio” E amplificato in ambito Video lottery: “A Lecco hanno fatto meno bene!” – dichiarava: “… Il nostro è un regolamento estremamente restrittivo (…) A questo punto mi chiedo come sarebbe andata a finire se avessimo accettato di seguire la strada indicata dalle opposizioni ed avessimo modificato il regolamento”.

Quello che sfugge ai più (ed in cuor nostro crediamo che sia sfuggito anche a parecchi consiglieri la sera della votazione dell’odg presentato in maniera unitaria dalle opposizioni), è che la messa in votazione dell’interpretazione autentica sul regolamento, al fine di dichiarare la biblioteca luogo educativo a carattere continuativo, non avrebbe cambiato nemmeno una virgola dell’atto amministrativo approvato nel novembre 2009.

Fa sorridere il fatto che, in questa vicissitudine, a mettere mano al regolamento ci avessero già pensato il sig. Sindaco e la sua maggioranza, lo scorso dicembre, inserendo la possibilità di somministrazione diretta di bevande all’interno di suddetti esercizi commerciali, e non previa “macchinette” come specificava ante-modifica la normativa.

NuvolaRossa


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